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ENRICO CASTELNUOVO

Il fallo

D'UNA

donna onesta

ROMANZO
MILANO
CASA EDITRICE GALLI
DI CHIESA-OMODEI-GUINDANI

Galleria Vittorio Emanuele, 17 e 80

1897

PROPRIETÀ LETTERARIA

Milano, Tip. degli Esercenti, Via Vincenzo Monti, 31.

IL FALLO D'UNA DONNA ONESTA

I.

Anche quella sera, forse per la centesima volta, la Teresa Valdengo,sola nel suo salottino verde, rilesse la lettera, vecchia di circa duemesi, della sua amica Maria di Reana.

Cara Teresa mia,

Ci scriviamo di rado, ma ci vogliamo sempre bene, non è vero! Abbiamopassato tanti anni insieme, abbiamo avuto tanti sogni e tanti pensiericomuni, che, a dispetto della lontananza e del tempo, possiamo semprefare assegnamento l'una sull'altra. Oggi son io che faccioassegnamento su te.

Mio figlio Guido, il piccolo Guido, sai, quello che quasi ventidueanni or sono hai visto in fasce, e che molto più tardi, quando cisiamo incontrate in Toscana, hai visitato meco nell'Accademia navaledi Livorno, oggi, sottotenente di vascello, sta per intraprendere unviaggio di circumnavigazione sul Cristoforo Colombo. Egli viene oraa raggiungere il suo bastimento che uscirà a giorni dall'arsenale diVenezia e partirà fra tre o quattro settimane.

Guido si presenterà a te, naturalmente, e tu stenterai a riconoscerlo,perchè il bimbo esile, perchè il ragazzo sgraziato è divenuto, non èvanteria materna, un bel giovinotto alto, agile, ben proporzionato dimembra, con due occhi che splendono, e una bocca che può ridere finche vuole, tanto ci guadagna a mostrare i suoi denti, bianchi comel'avorio.

Il male si è che, adesso, Guido ride poco. Ha troncato appena, e Diolo sa con che sforzo e con che difficoltà, una tresca indegna di lui,ma non ha ancora cacciato interamente dalla sua memoria la tristefemmina ch'era riuscita a dominargli l'anima e i sensi. Il giro delmondo, e l'ho spinto io stessa a chieder l'imbarco sul Colombo, loguarirà senza dubbio. Però io ho sempre paura d'una ricaduta in questesettimane ch'egli passa a Venezia. Quella donna perversa è capacissimadi tendergli insidie anche costì. Non è di quelle che si sposino e noncredo ch'ella aspiri a tanto, nè temo che Guido si lasci indurre a unosproposito di quella fatta; comunque sia, non sono tranquilla. Mioccorre che qualcheduno vegli sul mio figliuolo, lo assista di saviconsigli, lo conforti di quella benevolenza di cui egli, grande egrosso qual'è, ha bisogno come un fanciullo. A Venezia, pareimpossibile, io non ho più altri che te: parenti, amici, conoscenti,son tutti o morti, o dispersi pel mondo. Ma se pur ci fossero tutti, anessuno ricorrerei con la fiducia con la quale ricorro alla mia caraTeresa. Non ti dico che tu potresti essere la madre di Guido; hai treanni meno di me, e io mi son maritata così presto! Per avere oggi unpezzo di giovinetto simile avresti dovuto partorirlo a meno di sedicianni! A ogni modo, per lui tu sei un'anziana, e la tua proverbialesaggezza compensa quello che ti può mancar per l'età. La saviaTeresa, si diceva quand'eravamo ragazze. E, dopo sposa

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