DI
ANNA RADCLIFFE
VOL. III
MILANO
Oreste Ferrario
Sotterranei Galleria Nuova, via Silvio Pellico, 6, scala n. 18
e Santa Margherita

IL CADAVERE
... la sua faccia, sfigurata dalla morte, era schifosae coperta di livide ferite.
Cap. XXVI
SOMMARIO
Montoni fece invano le più esatte ricerche sullastrana circostanza che lo aveva allarmato, e nonavendo potuto scoprir nulla, dovette credere chequalcuno de' suoi fosse l'autore d'una burla cosìintempestiva. Le sue contese colla moglie, a propositodella cessione, divenendo più frequenti, pensòconfinarla nella sua camera, minacciandola a unamaggior severità se persisteva nel rifiuto.
Se la signora Montoni fosse stata più ragionevole,avrebbe compreso il pericolo d'irritare, con quellalunga resistenza, un uomo come il marito in cuibalia ella trovavasi. Non aveva pure obliato di qualeimportanza fosse per lei la conservazione del possessode' suoi beni, che l'avrebbero resa indipendente,caso avesse potuto sottrarsi al dispotismo diMontoni. Ma in quel momento aveva una guida piùdecisiva della ragione, lo spirito cioè della vendetta,che le faceva opporre la negativa alla minaccia, el'ostinazione alla prepotenza.
Ridotta a non poter uscir dalla camera, sentìfinalmente il bisogno ed il pregio della compagniagià sprezzata della nipote, perchè Emilia, dopo Annetta,era la sola persona che le fosse permesso di[6]vedere.
La fanciulla s'informava spesso del conte Morano.Annetta ne sapeva pochissimo, se non che il chirurgocredeva impossibile la di lui guarigione.Emilia affliggevasi di essere la causa involontariadella sua morte. Annetta, che osservava la di leicommozione, l'interpretava a modo suo. Un giorno,essa le entrò in camera tutta affannosa e piangente.« Per carità, troviamo il modo di uscire da questoluogo infer